Peugeot 206: storia di un mito

206

Oltre 8,3 milioni di esemplari prodotti, 14 anni di permanenza sui listini europei, 3 titoli consecutivi nel Mondiale Rally e un record di vendite tutt'ora imbattuto. Basterebbero questi numeri per descrivere l'importanza che la Peugeot 206 ha avuto nella storia recente dell'automobile. Eppure, dietro il successo di questa utilitaria si nasconde un progetto ambizioso che ha letteralmente rivoluzionato il segmento B, anticipando i canoni estetici del futuro che oggi chiamiamo presente.

La nascita dell'Enfant Terrible

Il progetto della 206 nasce nel 1994 con l'obiettivo di realizzare una degna erede della Peugeot 205, storica utilitaria del Leone Rampante che aveva già riscosso un notevole successo commerciale tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta. Il debutto dell'Enfant Terrible - così chiamata in virtù della sua "indole" ribelle - si fa attendere per quattro anni, ma il risultato ripaga ampiamente le attese. La 206 viene infatti svelata durante il Salone di Parigi del 1998 e raccoglie da subito i favori della critica. Il design rappresenta un taglio netto rispetto al passato e mette in mostra delle soluzioni che caratterizzeranno, in futuro, molte altre Peugeot, come ad esempio i gruppi ottici appuntiti e la grande mascherina ellittica. L'abitacolo, spazioso e ben rifinito, presenta anch'esso delle soluzioni originali, come il vano porta oggetti posto sotto al sedile del passeggero e i comandi dell'autoradio sul devio luci. Le nervature laterali e le prese d'aria sul cofano motore contribuiscono invece ad accentuare l'anima sportiva di una vettura che aspira ad essere molto più di una semplice utilitaria.

I successi nel Mondiale Rally: la 206 WRC

La 206 è stata una vettura di successo non soltanto a livello commerciale, ma anche sportivo. In cinque anni di permanenza nel Mondiale Rally, infatti, la Peugeot 206 WRC - derivata dalla versione stradale GT - colleziona una serie straordinaria di vittorie, che culminano con la conquista di tre titoli "costruttori" e due "piloti" fra il 2000 e il 2002.

Meccanica e motorizzazioni

La meccanica di Peugeot 206 si basa su un inedito pianale che verrà in seguito utilizzato per molti altri modelli del Leone Rampante. Fin dagli esordi, l'intera gamma si caratterizza per la presenza del servosterzo idraulico e del climatizzatore manuale di serie. Nel corso degli anni, la dotazione si amplia ulteriormente con l'aggiunta di diversi sistemi di sicurezza come l'ABS e il doppio airbag per guidatore e passeggero.

Al momento del lancio, la gamma 206 proponeva inoltre tre motorizzazioni a benzina basate sull'ormai collaudato motore "TU" nelle varianti 1.1 da 60 CV e 1.4 da 75 CV o 90 CV. A queste si affiancava un 1.9 diesel aspirato da 68 CV, poi sostituito, a partire dal 2003, dai nuovi motori turbodiesel common rail 1.4 e 1.6 HDi da 68 e 110 CV. In seguito, si aggiungeranno anche il 2.0 benzina da 136 e 177 CV (montato sulle versioni speciali 206 GTi e RC), il 1.6 16v da 110 CV e il 2.0 HDi turbodiesel da 90 e 120 CV.

Allestimenti e varianti

La gamma Peugeot 206 è stata caratterizzata da una notevole moltitudine di allestimenti e varianti che hanno contribuito ad incrementare la sua popolarità. Gli allestimenti base XR, XT e XS hanno accompagnato la 206 nei suoi oltre 14 anni di onorato servizio, esaltandone le doti di utilitaria dall'anima sportiva. Questa caratteristica viene ulteriormente accentuata con il debutto, nel 1999, della celebre 206 1.4 Roland Garros, equipaggiata con cerchi in lega, doppi airbag frontali e laterali, interni in pelle e climatizzatore automatico. Nello stesso anno vengono inoltre commercializzate le 206 GTi e GT, due versioni sportive spinte dal potente 2.0 16v da 136 e 177 CV.

Nel 2000 viene presentata la versione più rivoluzionaria dell'Enfant Terrible di casa Peugeot, ovvero la 206 CC, acronimo di coupè-cabriolet. L'unione fra queste due varianti nasce dall'implementazione dell'hard-top, un tettuccio ripiegabile in metallo che permetteva di trasformare la 206 in una piccola coupè o in una cabriolet nel giro di pochi secondi. La 206 CC, equipaggiata con motori benzina e diesel da 110 e 136 CV, passerà alla storia come la prima vettura del segmento B dotata di hard-top a scomparsa comandato elettronicamente.

Nel corso del 2002 debutta la 206 SW, che diventa invece la prima station wagon di segmento B prodotta da Peugeot. La vettura mantiene il frontale della versione berlina, ma viene allungata di ben 13 cm per ospitare un generoso bagagliaio da 313 litri. Inoltre, beneficia fin da subito dei moderni motori turbodiesel HDi e della nuova elettronica Multiplex, che porta interessanti migliorie nella strumentazione di bordo.

Nel 2003 l'intera gamma viene sottoposta a un leggero restyling che introduce nuovi fanali trasparenti, paraurti in tinta con la carrozzeria e alcuni lievi ritocchi al design del portellone posteriore.